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Itinerari

Il Lago d'Iseo offre innumerevoli itinerari, tutti con stupendi paesaggi e ricchi di cultura e tradizione. Tramite il portale dell' Assessorato al Turismo scopri le bellezze del Lago d'Iseo, la Franciacorta e la Valcalepio. Un piacevole viaggio attraverso le suggestioni e le ricchezze ambientali per scoprire 6.000 anni di storia che hanno caratterizzato queste aree ricche di ritrovamenti e testimonianze. Da non dimenticare assolutamente la cultura Enogastronomica che caratterizza la Franciacorta e la Valcalepio.

Il giro del Lago d'Iseo

Un piacevole itinerario automobilistico permette una prima conoscenza del Lago d’Iseo. Il percorso prende il via da Paratico, (anche da qualsiasi altra località) all’estremità Sud del lago, e procede lungo la sponda bresciana in direzione di Iseo incontrando Clusane, caratteristico borgo conosciuto per la specialità gastronomica della tinca al forno. L’accogliente cittadina di Iseo merita una sosta per la visita del centro storico, (piazza Garibaldi, Castello, Pieve di S. Andrea, Palazzo dell’Arsenale) e per una passeggiata tra i vicoli o sul lungolago. Proseguendo in direzione Nord si giunge a Sulzano dove basta lasciare la strada principale per trovare un piccolo borgo antico dal quale partono anche i più comodi battelli per Monte Isola. Dopo Sulzano si incontra Sale Marasino, sparso in vari nuclei con un bellissimo e panoramico entroterra collinare e poi, ancora, Marone da cui è possibile deviare, prendendo a destra, verso Zone per ammirare lo spettacolo delle piramidi di erosione oppure, appena usciti dall’abitato, scendendo a sinistra verso il piccolo centro di Vello. L’ultimo paese sulla sponda bresciana è Pisogne, antico borgo medievale. Da non perdere la visita a Santa Maria della Neve per lo straordinario ciclo di affreschi del Romanino. Da Pisogne, svoltando a sinistra, si giunge a Lovere, centro di antiche origini, ricco di edifici storici medievali nelle vie più interne (Torre Alghisi, Torre Söca, Torre Civica, Parrocchiale Santa Maria in Valvendra) e di bei palazzi sul lungolago tra i quali l’Accademia Tadini, elegante pinacoteca in stile neoclassico che, tra le altre, conserva opere di Jacopo Bellini, Palma il Giovane, Tiepolo e Pitocchetto. Subito dopo si incontra Castro già Castrum romano dove sono visibili le tracce di una fortificazione medievale. Lungo la strada intagliata nella roccia, da Castro a Riva di Solto, in località Zorzino, si apre il maestoso spettacolo dell’orrido del Bögn, una suggestiva insenatura dove rocce verticali si tuffano a strapiombo nel lago. Giunti a Riva di Solto, merita una breve sosta il piccolo centro storico che è uno dei più pittoreschi del Sebino. La tappa successiva è Tavernola Bergamasca dove l’abitato conserva antiche viuzze e piazzette. Da non perdere gli affreschi del Romanino nella Parrocchiale di San Pietro. Viste mozzafiato si possono godere deviando verso Vigolo e Parzanica. Oltrepassata la galleria si raggiunge Predore, soleggiata località, caratterizzata dal nucleo storico di abitazioni in riva al lago. Una visita alla “contrada” della bella cittadina di Sarnico chiude il “tour”. Piacevolissima è la scoperta del lago in battello che si consiglia in primavera ed in estate.

Lunghezza: circa 60 km
Sono presenti varie gallerie.

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Sentieri di Predore

Lungo le strade del "Franciacorta"

Il percorso prende avvio a Iseo, bella località turistica del basso Sebino, per dirigersi verso Brescia facendo tappa quasi subito a Provaglio d’Iseo (splendido monastero di San Pietro in Lamosa, fondato dai Monaci Cluniacensi e affacciato sulle torbiere del Sebino, centro storico, ruderi castello, Madonna del Corno, panorama). Dal paese, percorrendo una bella strada che passa a metà collina, (deviazioni per gli antichi borghi rurali di Sergnana e Persaga) si giunge a Provezze (Villa Soncini di origine cinquecentesca ma ampliata nel ‘700) e quindi a Monticelli Brusati (Santuario della Madonna del Monte o della Rosa e Madonna dell’Avello o Cerezzata). Si giunge a questo punto a Ome (Maglio Averoldi, recentemente trasformato in museo ed aperto al pubblico). Proseguendo lungo tratti immersi in un paesaggio di colline, vigneti e piccoli centri abitati si giunge a Rodengo Saiano dove, non tralasciando la località Corneto (Villa Fenaroli XVIII-XIX sec.), si erge maestoso il gioiello più prezioso della Franciacorta: l’Abbazia Olivetana, importante monumento religioso fondato nel X secolo dai Monaci di Cluny e retto poi dai Monaci Olivetani, ricco di affreschi del Foppa, di Lattanzio Gambara e del Romanino. Una puntata verso Brescia porta a Gussago (Pieve di S. Maria con pulpito di Mavioranus VIII sec., Santuario della Stella XVI sec., La Santissima XV sec.) e quindi a Cellatica ( Parrocchiale XVI sec., Chiesa di S. Rocco). L’itinerario continua poi in direzione di Paderno Franciacorta (castello), di Passirano e Bornato (castelli), lambisce Cazzago San Martino (seicentesco palazzo del municipio, Villa Cazzago con torri duecentesche) e attraversa Calino (Ville Maggi) fino a scendere verso Rovato (mura castello, palazzo Porcellaga, Convento dell'Annunciata, Chiesa S.Stefano, chiesa San Michele). La tappa successiva è l’antico castrum di Coccaglio e quindi Cologne (già colonia romana) fino a giungere ad Erbusco (castello, villa Lechi XVI – XVII sec., Pieve S.Maria). Una bella strada collinare tra i vigneti ingentiliti da cespugli di rose porta a Torbiato e quindi, attraversando la strada Iseo-Rovato, a Borgonato (Palazzo Lana-Berlucchi) che con i borghi di Timoline (chiesa di S. Giulia, Villa Pizzini Piomarta), Colombaro (Palazzo Ragnoli - Lana, Palazzo Barboglio de’ Gaioncelli), Nigoline (Chiesa di Sant’Eufemia, Palazzo Monti della Corte, Palazzo Torri), forma il comune di Corte Franca. Giunti ad Adro (Santuario della Madonna della Neve, Palazzo Bargnani Dandolo XVII sec., con adiacente Chiesetta Bargnani, Santa Maria in Favento) ci si dirige poi a Capriolo (castello) quindi verso Paratico, il cui castello testimonia la funzione strategica esercitata in passato da questo centro. Proseguendo in direzione di Clusane (Castello del Carmagnola) si chiuderà l’itinerario.

Lunghezza: 80 km
Difficoltà: (in bicicletta) facile con alcune salite
Ciclabilità: totale
Tempo medio di percorrenza (in bicicletta) 4 ore

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Marone - Zone - M.Guglielmo

Raggiunto l’abitato di Marone, sulla sponda orientale del Sebino (SS 510), un lungo e ripido tratto di strada asfaltata di 8 chilometri conduce a Zone dove, all’ingresso del paese, passata la frazione di Cislano, sulla destra (ex campi da tennis Englar) si imbocca una lenta, ma piacevole salita sterrata, che dopo 8 chilometri conduce al Passo Croce di Marone -m.1200- (rifugio con apertura annuale). Il percorso riprende poi imboccando un breve tratto di strada in cemento piuttosto ripido che sale alla cascina Malpensata -m.1348- (rifugio con ristoro ed alloggio, apertura estiva) e quindi prosegue verso malga Guglielmo di sotto, oltre la quale, dopo un falsopiano, il sentiero si fa più impegnativo, non solo per la salita, ma anche per la presenza di un fondo sconnesso costellato di grandi pietre. Giunti alla malga Guglielmo di sopra si scopre su di un cocuzzolo il rifugio Almici -m.1860- (apertura estiva) che si raggiunge svoltando a destra e percorrendo un tratto in salita piuttosto faticoso. Un ultimo sforzo porta al Monumento al Redentore da dove si gode un magnifico panorama a 360 gradi. Nelle giornate limpide si distinguono il Monte Rosa, l’Adamello e la pianura Padana. Da segnalare, lungo il percorso, le stupende vedute sul lago, nel primo tratto, ed una sosta alla Riserva Naturale Regionale Piramidi di Zone.

Lunghezza: 23 Km da Marone
Difficoltà: discreta
Dislivello: max 1.300 m
Ciclabilità: totale
Tempo medio di percorrenza: 2/3 ore

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Giro di Monte Isola

Peschiera Maraglio-Sensole-Menzino-Senzano-Cure-Siviano-Carzano-Peschiera Maraglio

Giunti al porto di Peschiera Maraglio si prende a sinistra lungo la strada asfaltata che costeggia il lago fino a Sensole (vista dell’isola di S.Paolo) per poi iniziare una ripida ma breve salita che porta a Menzino (rocca Oldofredi). Sempre pedalando si raggiunge prima il borgo antico di Sinchignano e successivamente, all’altezza della chiesa di S.Carlo, si svolta a destra in direzione di Senzano oltrepassato il quale si seguono le indicazioni per il caratteristico borgo montano di Cure. Volendo, una salita piuttosto impegnativa di 3 chilometri con fondo sterrato o acciottolato, porta alla splendida vista panoramica che si gode dal Santuario della Madonna della Ceriola (l’ultimo tratto è costituito da una scalinata). Riprendendo il percorso da Cure si giunge al minuscolo centro storico di Masse attraverso una fertile piana coltivata che si presenta improvvisamente tra i castagni e quindi si arriva al graziosissimo borgo rurale di Olzano. Una ripida strada con il fondo pietroso conduce al capoluogo dell’isola, Siviano (nucleo medievale fortificato con case torri e strette vie). Una discesa da percorrere tutta d’un fiato (vista dell’isola di Loreto) porta a Carzano, pittoresco paese di pescatori dal quale si consiglia una breve deviazione verso il borgo rurale di Novale (strada panoramica acciottolata con scalini). Il percorso si chiude con il ritorno a Peschiera Maraglio. Un tour dell’isola di circa 9 chilometri si può effettuare anche con una bicicletta senza cambi percorrendo le strade asfaltate da Peschiera Maraglio per Sensole, Menzino, Siviano, Carzano e di nuovo Peschiera Maraglio.

Monte Isola è collegata tutto l’anno con regolari corse da Iseo. Da Sulzano verso Peschiera e da Sale Marasino verso Carzano. Dalla primavera all’autunno, anche con altri paesi del lago. Le biciclette sono trasportabili con pagamento di biglietto apposito o noleggiate in loco.

Lunghezza: 15 Km + deviazioni
Difficoltà: discreta
Dislivello: max 400m
Ciclabilità: quasi totale con qualche difficoltà
Tempo medio di percorrenza: 3 ore

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Sarnico - Monte Bronzone - Gombo - Sarnico

Il percorso inizia da Sarnico dove, dopo il cimitero monumentale, si seguono le indicazioni per la “Cappella degli Alpini” (parcheggio - TPC). Dopo pochi metri, al primo bivio della chiesetta degli alpini, si prosegue su un facile sentiero in piano, tra muri a secco, sino all’edificio dell’acquedotto e quindi, seguendo le segnalazioni (Percorso della Madonna), si giunge alla cappelletta dedicata alla Vergine. Da qui, ci si incammina per un viottolo selciato ben conservato con gradini in pietra di Sarnico che raggiunge il Bivio della Forcella, sulle pendici del Monte Faeto e porta nei pressi del Colle Cambline, dal quale si gode una splendida vista del Monte Bronzone e del Lago d’Iseo. Proseguendo su larghi tornanti e superata la piazzola che indica il decollo dei parapendio, ci si inoltra in uno splendido bosco di castagni, betulle e agrifogli (TPC-701) e si giunge in vetta. Qui il panorama ripaga della fatica spesa: la vista spazia indisturbata a tutto tondo verso il lago, Monte Isola, i Colli di S. Fermo, le Prealpi Orobiche, la Val Camonica, il Monte Misma, la Val Cavallina, la Pianura Padana e gli Appennini. Per il ritorno, si ripercorre l’ultimo tratto fino al segnavia 701 e si prosegue a sinistra per arrivare al Monte Gombo (m 1168), sito di ritrovamenti preistorici. Scesi alla baita bassa del Gombo, si ritrovano i segnavia CAI-728. Si percorre, quindi, un sentiero ben segnalato che, aggirando il versante est del Monte Bronzone, giunge in uno spiazzo alla congiunzione con il sentiero CAI-729 e quindi al punto di partenza.

Lunghezza: Km. 17
Dislivello: mt. 1230
Segnavia: TPC-701-728-729
Tempo di percorrenza: 5 ore e 30 minuti
Difficoltà: E (escursionismo)

_____________________________________________________________________________________________ Sarnico-Colli S.Fermo-Lago d'Endine-Sarnico

Questo percorso automobilistico (consigliato anche in bicicletta per i più allenati) prende il via da Sarnico (centro storico intersecato da viuzze e ricco di chiese, resti di edifici medievali e splendide ville liberty). Proseguendo lungo la provinciale verso Bergamo, si incontra Villongo dove, prendendo la direzione di Adrara, si giunge all’antica struttura rurale di Castel Merlo, in frazione S. Alessandro (chiesetta romanica omonima). Si raggiunge quindi, prima Adrara San Martino, centro rurale di origini preistoriche ed importante in età medievale (resti del castello sul colle Ducone), poi, attraverso una via che parte dalla piazza, Adrara San Rocco (borgo rurale e parrocchiale cinquecentesca). Superato questo centro, la strada sale verso i panoramici Colli di San Fermo luogo prediletto per gli appassionati del volo libero, ma anche ricco di splendide fioriture di narcisi e genziane. In direzione del versante opposto dei colli, si scende poi a Grone (borgo con importanti edifici e ricchi portali, Parrocchiale che sorge su di un panoramico sperone affacciato sulla Val Cavallina). Quattro chilometri alberati portano a Casazza, importante centro articolato in vari nuclei di antica origine dal quale si raggiunge il Lago d’Endine, piccolo specchio d’acqua paradiso dei pescatori. Prendendo la deviazione a destra si giunge a Monasterolo del Castello (dedalo di viuzze medievali, Chiesa SS. Salvatore XVII sec. sui ruderi di un antico monastero). Proseguendo in un ambiente tra i più suggestivi si raggiunge S. Felice al Lago, graziosissima frazione di Endine, nel cui territorio si trova anche Piangaiano con il laghetto di Gaiano. Qui la sosta è obbligata per la visita alla Valle del Freddo, forse il fenomeno naturale più interessante e singolare dell’intero territorio bergamasco. Si tratta di una depressione lunga circa 600 m. nella quale, a 360 m. di altezza, crescono piante e fiori tipici dell’alta montagna per una particolare struttura del sottosuolo nel quale, d’inverno, si formano grossi blocchi di ghiaccio. In estate l’aria che passa attraverso questi blocchi fuoriesce da una serie di buche a temperature bassissime consentendo la fioritura della vegetazione tipica di climi più rigidi (visite consentite nei giorni di sabato e domenica nei mesi di maggio, giugno e luglio). Raggiunti i centri di soggiorno estivo di Esmate e di Solto Collina si scende verso Riva di Solto ritrovando la strada che, piegando a destra, costeggia il lago fino a Sarnico.

Lunghezza km. 60 circa
Difficoltà: impegnativo
Dislivello: mt. 800
Tempi di percorrenza: in auto 2 ore circa - in bicicletta 4/5 ore circa

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Sentiero delle Cascate di Monticelli Brusati

Nel territorio di Monticelli Brusati, in Franciacorta (strada Brescia-Iseo uscita Camignone) si incontra questo splendido ed insolito sentiero che prende il via dalla piccolissima piazzetta della frazione Gaina (dal paese seguire le indicazioni Villa Baiana e poi Gaina). Seguendo l’apposita segnaletica bianco-rosa, si prende a sinistra per una strada che passando tra i prati diventa sterrata per poi scendere a sinistra verso il piccolo, ma veramente suggestivo canyon di un torrente con belle stratificazioni rocciose. E’ questa la variante più difficile del percorso detta per esperti, ma anche la più interessante, che passa più volte sul corso d’acqua dove sono posate grosse pietre che facilitano il passaggio per poi giungere a varie cascate da superare con l’aiuto di apposite scale metalliche, pioli e catene infissi nella roccia. Singolare la testa scolpita nella roccia che si trova nei pressi di una delle cascate. Tutto il sentiero si svolge in un bosco dalla fitta vegetazione che lo rende ideale in piena estate. Sulla via del ritorno in direzione di Monticelli è da vedere il Santuario della Madonna della Rosa. Le varianti A e B di questo sentiero sono adatte a tutti.

Lunghezza: 3 km da Gaina
Difficoltà: Varianti A e B: facili - Variante SC per esperti
Tempo di percorrenza: 2/3 ore

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Sulla strada del "Valcalepio"

L’itinerario prende il via da Castel de’ Conti, nel comune di Castelli Calepio, lungo la S.P. 91 che da Bergamo porta a Sarnico (Castello dei Conti Calepio, Palazzetto Carolingio, Chiesa di San Lorenzo, borgo medievale ristrutturato). Proseguendo in direzione del lago incontriamo prima Credaro (chiese romaniche di San Fermo e di San Giorgio, con affresco del Lotto, Castel Montecchio e Castel Trebecco), poi Villongo (nella frazione di Sant’Alessandro, Parrocchiale della SS. Trinità edificata agli inizi del XVIII sec. con pregevole statua della Madonna del Fantoni -1719, chiesetta romanica di Sant’Alessandro, affreschi del Romanino in casa Bondurri). Si giunge, quindi, a Castione (frazione di Sarnico) dove, nella piccola chiesa dei Santi Nazario e Rocco, sono custoditi affreschi di inestimabile valore, alcuni dei quali risalenti al XI sec.. Sarnico è uno dei più apprezzati paesi del lago, importante centro commerciale e turistico che conserva ancora tracce ben visibili dell’urbanistica medievale (portali, arcate, strette viuzze e antiche torri, chiesa di S. Paolo con affreschi del XV secolo). La parrocchiale settecentesca è dedicata a San Martino di Tours e presenta opere di importanti artisti. Qui, gli amanti dello stile liberty possono ammirare le due magnifiche ville Faccanoni, costruite tra il 1906 e il 1912 dall’architetto Sommaruga. Ritornando verso Villongo, percorrendo il lungolago ed in seguito la strada in salita che costeggia l’Oglio, si giunge alla pittoresca frazione di Fosio (diga, vecchie case e mulino seicentesco) e quindi si prosegue in direzione di Adrara San Martino (insediamenti preistorici e romani, castello medievale, parrocchiale dedicata a San Martino, risalente al ‘400). L’itinerario riprende verso Foresto Sparso, rinomato centro, conosciuto per la sua attività florivivaistica (chiesa di San Marco Evangelista1682, Santuario detto di San Giovanni delle Formiche), passa da Gandosso, attraversando un piacevole paesaggio collinare ricoperto da vigneti (Santuario Madonna del Castello) e si conclude con l’arrivo al paese di Grumello del Monte, con un piccolo centro storico dalla tipica struttura medievale (famoso il castello, antica fortezza dei Gonzaga). Da non perdere una visita alla frazione S. Pantaleone con antiche abitazioni rustiche (chiesetta della Madonna del Rosario con opera di Petrus Meer e villa Pecori Giraldi Mainoni d’Intignano.

Lunghezza: 35 km
Difficoltà: (in bicicletta solo per allenati)
Ciclabilità: totale
Tempo medio di percorrenza: (in bicicletta) 2 ore

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Vigolo-Colle Dedine-Valle Delle Tombe-Vigolo

Vigolo, a 616 metri di quota è l’incantevole punto di partenza di questo itinerario che porta alla scoperta di uno dei territori più interessanti del Basso Sebino. Lasciata l’auto nel parcheggio sotto la chiesa di S. Rocco, risalendo la strada che attraversa l’abitato, si incontra sulla destra una mulattiera (segnavia 704) che attraversa un bosco di noccioli e cede il passo ad un sentiero dal fondo roccioso che si inoltra nella folta pineta fino al Colle Cargadura. Seguendo il segnavia 701, in direzione Colle Dedine, il panorama si fa magnifico (Monte Isola - Lago d’Iseo) ed accompagna in vetta al colle dove diviene ancora più suggestivo per la vista sulla valle del torrente Guerna e sui colli di S. Fermo. Dal colle inizia la discesa verso Vigolo, ma i più ardimentosi possono continuare verso la cima del Monte Bronzone, su un sentiero piuttosto tortuoso e faticoso. Raggiunta la vetta la fatica è subito ripagata da una visione a giro d’orizzonte particolarmente suggestiva in direzione della pianura. La discesa avviene, invece, attraverso pascoli, campi e cascinali (segnavia 727) fino alla mulattiera sovrastante la cascina “Case Vecchie” che si imbocca a sinistra. Si prosegue, quindi, fino ad incontrare la strada che porta alla “Cascina Pirù”, da qui si svolta a destra per raggiungere la suggestiva Valle delle Tombe. Raggiunta la strada asfaltata si prosegue a destra e si incontra l’agriturismo “Cascina Didì”. Lungo la strada, dopo un edificio rurale, svoltando a sinistra si riprende la mulattiera che risale, non senza fatica, a Vigolo sbucando a poca distanza dal parcheggio.

Lunghezza: Km. 10
Dislivello: 458 m.
Tempo di percorrenza: 4 ore
Difficoltà: T (Turismo)
alcuni tratti richiedono un po’ di attenzione.

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Riserva Naturale Regionale "Piramidi di Zone"

Costeggiando la sponda orientale del Lago d’Iseo, SS 510, si giunge a Marone e da qui si prende la deviazione per Zone. Dopo circa 8 km di salita si giunge a Cislano, frazione del comune di Zone, dove un comodo parcheggio con parco giochi è il luogo di partenza di questo percorso (chiesetta di S.Giorgio XII sec.). Il sentiero si snoda in un bosco, è ben segnalato con vari punti di sosta per osservare da vicino le piramidi di terra e ricco di tabelle didattiche che illustrano la formazione di questo fenomeno geologico dovuto alle caratteristiche del terreno morenico e all’erosione dell’acqua piovana. La più grande di queste piramidi raggiunge 30 m. di altezza, ha un diametro alla base di circa 8 m. ed è sormontata da un masso dal diametro di circa 4 m.

Lunghezza: 1 Km
Difficoltà: facile
Dislivello: max 200 m
Percorribile in tutte le stagioni
Tempo di percorrenza medio: 1 ora

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Riserva Regionale Naturale Torbiere del Sebino

La partenza di questo itinerario che si snoda in uno degli ambienti palustri più interessanti della Lombardia, avviene in un punto particolarmente suggestivo, il Monastero cluniacense di S.Pietro in Lamosa, nel comune di Provaglio (parcheggio) dal quale seguendo le indicazioni, si percorre un sentiero che, costeggiando la strada, giunge al ponte della ferrovia per poi girare a sinistra e raggiungere l’ingresso della Riserva Naturale. Camminamenti e ponticelli in legno sospesi sull’acqua permettono di compiere un percorso circolare di 4 chilometri immersi nella natura. Gli appassionati di “bird watching” potranno raggiungere un magnifico punto di osservazione anche percorrendo il sentiero che ha inizio di fronte al campo sportivo di Iseo. L’ingresso alla riserva è libero fino ad un massimo di 5 persone. Per gruppi è obbligatoria la visita guidata a pagamento. Consorzio Gestione Torbiere del Sebino tel.0309823141.

Lunghezza: 4 Km
Difficoltà: facile
Tempo medio di percorrenza : 2 ore
Data la caratteristica del terreno si consigliano scarponcini o stivali di gomma.

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Pisogne-S.Bartolomeo-Croce di Zone-Trentapassi

Segnavia 205 CAI Pisogne
Questo itinerario permette di ripercorrere, fino alla Croce di Zone, un tratto dell’antica strada romana detta “Valeriana”. Usciti da Pisogne presso la porta Capovilla, si passa dal santuario di Govine per giungere alla contrada Govine alta percorrendo una stradina fiancheggiata da muri. Attraversando un piccolo ponte vicino ad un mulino si prende la direzione per la cascata della Tofera, che poi si lascia deviando a destra e salendo. Un piccolo ponte in ferro conduce alla santella di S. Defendente e quindi, dopo la valle, al santuario di S. Bartolomeo posto a 550 m. in un luogo meraviglioso con vecchi castagni ed uno splendido panorama sotto il versante settentrionale del Corno Trentapassi. Poco dopo il santuario, si lascia sulla destra l’abitato di Sedergnò per dirigersi lungo una ripida strada selciata verso il passo Croce di Zone (902 m.) attraversando anche un fitto bosco. Raggiunto il passo, la mulattiera conduce prima alla Forcella orientale (942 m.) e quindi a quella occidentale (964 m.) per poi portare, dopo una ripida salita, sulla vetta del Corno Trentapassi (1248 m.) dalla quale si gode un grandioso panorama di tutto il lago d’Iseo e delle montagne camune.

Lunghezza:10 km.
Difficoltà: Media con tratti difficili
Dislivello: 1050 m.
Tempo di percorrenza: 3/4 ore

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Lovere - S.Giovanni - Qualino - Lovere

Lovere è l’incantevole punto di partenza di questa piacevole passeggiata. Da Piazzale Bonomelli (parcheggio) ci si incammina verso la chiesa di San Giorgio, proseguendo, mantenendo la sinistra, si raggiunge la cappella che ricorda i morti della peste. Dopo poco cammino, immersi nei boschi di castagno, si raggiunge la Località Davine dove, in prossimità di una cappella votiva, si dirama il bivio che, tra boschi, prati e ampi scorci su Lovere ed il Sebino, porterà sino alla Località Carrozzone, dove una freschissima fontana induce ad una breve sosta. Si riprende la strada, molto caratteristica ed immersa nella vegetazione che, su un percorso a tratti in salita ed a tratti pianeggiante, ci porta al Santuario di San Giovanni (sorto sulle rovine di una fortezza di origine medievale). Da qui si ha una suggestiva veduta su tutto il Lago d’Iseo, la Val Cavallina, la Val Camonica sino alle propaggini dell’Adamello. Ridiscesi al bivio sottostante si riprende il cammino, mantenendo la sinistra, verso l’abitato di Bossico. In breve si raggiunge la località di Turnacul dove dal tornante della strada percorsa, si stacca sulla destra un sentiero che porta in Località Val Marino, dove si possono ammirare ampi scorci su tutta la bassa Valle Canonica e l’Alto Sebino, sulle Prealpi bresciane e sull’ampio altipiano su cui sorge l’abitato di Costa Volpino. Guadato il piccolo torrente (quasi sempre in secca) si raggiunge la frazione Qualino, dove è ancora oggi visibile l’impostazione medievale del borgo, le case in pietra, i balconi in legno; di grande interesse la Parrocchiale con opere lignee di scuola fantoniana. Appena usciti dal piccolo borgo si incrocia la Val Rescudio, senza attraversarla e imboccando il percorso in discesa che scorre lungo il suo fianco destro, ci portiamo verso la strada per Carrozzone che incontriamo al primo bivio. Deviando a sinistra si torna in breve alla Cappella Votiva di Davine e ripercorrendo la strada a ritroso ci portiamo in Piazzale Bonomelli.

Lunghezza: 7 km
Dislivello: 480 m.
Segnavia: CM 8
Difficoltà: Facile


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